1998

Aprile. Si svolge a Roma, nelle sale del Vittoriano in Piazza Venezia, la mostra "Sicilia cinquant'anni di natura e paesaggio", per iniziativa della presidenza della Regione Siciliana e della Fondazione Federico II°. Invitato a partecipare, Gianbecchina espone quattro opere dell'ultima produzione paesaggistica: "Pantalica", "Cava d'asfalto a Ragusa", "Valle dei Templi" e "Mammelloni".

1999

L'anno dei grandi eventi. I novant'anni. Il 1999 è l'anno dei grandi appuntamenti per Gianbecchina: in febbraio è presente alla B.I.T. (Borsa Internazionale del Turismo) di Milano con la celebre "Mattanza": in aprile partecipa al SOL di Verona con "Il segno della pace": in luglio è a Riga, in Lettonia, con le grandi tele del "Ciclo del pane" e il 2 dicembre è chiamato a rappresentare la Sicilia nella grande manifestazione "Colors and Flowers of Sicily" che si svolge a New York. Ma l'appuntamento più importante è senza dubbio quello del 2 agosto 1999, quando l'artista taglia il traguardo dei suoi brillanti 90 anni: in tale occasione tutta la comunità sambucese si stringe intorno al suo illustre figlio per festeggiare il lieto evento. Dal 30 luglio al 2 agosto tutto il paese è in festa ed è un susseguirsi di iniziative il concorso di disegno per i ragazzi della scuola dell'obbligo. la visita agli anziani della Casa Protetta, alla quale il maestro fa dono di alcune opere grafiche: l'estemporanea di pittura Adragna-Petite Montmartre, la cerimonia augurale nell'elegante cornice del teatro comunale L'Idea con la presenza del del Presidente della Regione Sicilia e di illustri personalità, e, a conclusione, allo scoccare del 2 agosto, l'artistico spettacolo pirotecnico che riempie di luci e colori il cielo di Adragna. Per l'occasione, otto illustri artisti, Bonanno. D'Alessandro, Gulino, Lo Cascio, Lo Manto, Montalbano, Napolitano e Sciamé hanno eseguito affreschi sui muri del quartiere arabo di Sambuca Zabut, in omaggio ai novant'anni del maestro, interamente vissuti nell'arte e per l'arte. E il grande Gianbecchina, anima nobile e candida, in prezzo a tanto clamore non nasconde il suo imbarazzo, sorride e ringrazia con semplicità, quasi con ritrosia. Così gli scrive l'amico Franco Grasso: "Gianni carissimo, quando ti conobbi, più di mezzo secolo addietro, non avrei mai immaginato che un personaggio come te - semplice, schivo. silenzioso, assorto a mirare cose e paesaggi e a vestirli di splendenti colori - giunto al novantesimo anno di età fosse destinato a clamorosi successi: dalla Reggia normanna di Palermo alle manifestazioni di Sambuca [...] Hai inaugurato col tuo novantesimo il terzo millennio, nel quale altre tue sorprese ci attendono." Il 4 dicembre è a Mazara del Vallo a saldare un debito di quarant'anni fa: va a firmare quattro grandi tele eseguite nel 1959 nella chiesa della Madonna del Paradiso e lasciate inspiegabilmente senza firma. L'iniziativa è della FILDIS, che vuole così consegnare all'eternità quattro prestigiose opere sacre e riconoscere il giusto merito all'autore. Il 23 dicembre si inaugura ad Alcamo la mostra "Omaggio al Maestro nello splendore del nuovo millennio". Così Alcamo ha il privilegio di chiudere il secolo con un evento artistico-culturale di grande rilievo. Ogni stagione della vita ha un suo fascino e una stia poesia, basta saper coglierne la dimensione e il valore. L'artista, alla sua veneranda età, continua a dare al mondo la gioia della sua arte: non si rassegna all'inerzia e vive la sua operosa vecchiaia eseguendo, nei momenti di ispirazione, degli acquerelli e dei disegni che continuano a sbocciare con delicata freschezza e col nitore di sempre. E, intanto, gode serenamente la dolcezza degli affetti familiari, circondato dai nipotini e sostenuto dalla sua inseparabile Maria, dinamica e instancabile come sempre.

2000

Nella "Città più bella dei mortali". Il 12 febbraio 2000, nella chiesa di San Lorenzo di Agrigento- si inaugura la mostra Gianbecchina. Un magistero nell' Arte, esemplare per il terzo millennio. Gianbecchina ritorna, dopo tanti anni nella "città più bella dei mortali" e tutta la Municipalità agrigentina saluta con gioia e gratitudine questo prestigioso artista novantenne che, nella precoce primavera della Valle dei Templi, porta il fascino della stia arte inconfondibile, solare, mediterranea. Mito, storia e arte eternamente si intersecano e si integrano, nella letteratura come nella figurazione, e Gianbecchina riassume e rappresenta, col suo realismo lirico, le diverse culture stratificate nei secoli, nello scenario di eterna bellezza che racchiude il mito del Kalòs. La mostra si protrae fino alla fine di marzo ed è un auntentico successo per il grande numero di visitatori.

2001

Addio Gianbecchina, cantore degli umili. Il 14 luglio 2001, alle sette del mattino, dopo un breve malore, si spegne serenamente nella quiete della sua villa di Adragna, in Sambuca. Alla notizia, una folla di visitatori accorre da ogni parte a rendere l' estremo omaggio al grande artista e all'impareggiabile uomo: amici, ammiratori, artisti, giornalisti, politici, gente del popolo, condadini, vecchi e giovani, un vero pellegrinaggio. I solenni funerali si svolgono il 16 luglio nel santuario di Maria Santissima dell'Udienza. Gianbecchina, anima nobile e candida, ha chiuso così la sua vicenda terrena, vissuta con dignità, nel continuo lavoro. in una costante sione verso l'alto. Una lunga vita vissuta passione e spesa interamente per l'arte. Sambuca piange il suo illustre figlio e si sente più povera e più sola, ma lo piange anche il mondo dell'arte e della cultura.

2001

Si inaugura l'Istituzione Gianbecchina a Gangi L'8 dicembre 2001 si inaugura l'Istituzione Gianbecclnna nella città di Gangi, nelle Madonie. Alla cerimonia inaugurale partecipano i sindaci di tutti i Comuni delle Madonie e una folta rappresentanza di Sambucesi. In piazza del Popolo. stracolma di gente e parata a festa, dopo una breve esibizione del gruppo folcloristico e dopo l'esecuzione dell'inno nazionale e dell'inno ufficiale della Comunità Europea, sul podio. allestito a ridosso della Torre normanna. si alternano i discorsi dei sindaci, delle autorità e dei critici dell'arte. Al termine, nel vicino palazzo Sgadari, sede delMuseo Civico, viene tagliato da parte della moglie del maestro, Maria, il nastro inaugurale della pinacoteca, accolta nella sobria, elegante cornice del piano nobile, recentemente restaurato. In un'atmosfera di raffinatezza degna di grandi musei, i visitatori si sono sofferma ad ammirare le bellissime opere della donazione. E dappertutto, nelle, sale del museo, nella piazza del Popolo e per le vie, impalpabile presenza, aleggia lo spirito del grande artista, solenne e autorevole nella sua dimensione estetica ed etica, che, in vita, accarezzò il sogno generoso di un afflato d'amore e di pace fra gli uomini.

2002

Il grande paesaggio nel Teatro Massimo di Palermo Il 18 dicembre, nella grandiosa cornice del rinnovato Teatro Massimo, si inaugura solennemente la prima grande mostra dopo la morte del maestro. Nelle ampie sale del piano nobile del teatro si presentano le prestigiose opere de ”Il grande paesaggio. La scena dipinta della “nature naturas”. In questa accattivante esposizione di oltre cento opere dell’ultima produzione di Gianbecchina riaffiora tutta l’anima dell’Artista e della sua Terra. É il trionfo del colore in tutta la sua solare vivacità, è il dispiegarsi armonioso di una tavolozza dalle tinte accese, mediterrane, usate con talento magistrale. Con audace intuizione, Gianbecchina, superati i limiti del naturalismo ottocentesco, dà vita ad una moderna concezione del paesaggio e aderisce, d’istinto, al pensiero del grande poeta Lucrezio sulla “natura naturans”, cioè sul perenne rinnovarsi della natura, della vita nel suo divenire. “Il dramma del cosmo, concentrato in un quadro, diviene metafora dell’incessante travaglio della natura e dell’uomo”. (Franco Grasso) La mostra suscita uno straordinario interesse e, col suo bel catalogo edito dalla Electa di Milano, conquista un pubblico sempre più numeroso che dimostra un amore costante verso questo inimitabile cantore della “sicilitudine”. Ancora una volta la sottile magia del suo linguaggio pittorico ci fa sognare con la sua bellezza e ci comunica stupore e godimento.

2004

I Volti di Cristo - Fede - Speranza - Carità In dicembre viene presentata ufficialmente al pubblico una cartella di grafica contenente un inedito trittico ”I Volti di Cristo” nella triplice espressione di Figlio, Maestro, Redentore: tre acqueforti di eccellente fattura, su lastre di zinco, che il Maestro Gianbecchina aveva eseguito con passione, nel 1980. Il Cardinale Fiorenzo Angelini scrive nella sua presentazione: ”La suggestione delle tre immagini è senza dubbio evocatrice di tematiche spirituali profonde che considero richiamate dal triplice motivo della Fede, della Speranza e della Carità. Questa toccante trilogia è insieme una lezione di vita perché sintesi di bellezza e richiamo all’invito che, dal volto di Cristo viene ad ogni essere umano di buona volontà”. Unitamente alla presentazione delle tre incisioni, per volontà collegiale del Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento, di numerosi Clubs - Service della città e di alcuni Ordini professionali, nasce il volume “Il Volto del Santo” che viene presentato nella sala Zeus del Museo Archeologico nel corso di un Convegno. Con questa pubblicazione, ricca di riferimenti testuali e iconografici, si intende tributare un doveroso omaggio alla rappresentazione del “sacro” secondo Gianbecchina. Analogo convegno, organizzato dalla Presidenza della Regione Siciliana si svolge il 19 maggio 2005 a Palermo, presso la villa Malfitano, per presentare le acqueforti dei Volti di Cristo. Nel giugno 2005, organizzato dal Parco Letterario Tomasi di Lampedusa a Santa Margherita Belice, si svolge un altro seminario di studi per presentare il trittico delle incisioni per affermare il primato della cultura e dell’Arte e per indicare ai giovani la strada dell’impegno creativo. Sull’onda dell’interesse e dell’entusiasmo che riesce a suscitare questo Artista esemplare, uno studente dell’Università Tor Vergata di Roma, relatore il Chiarissimo prof. Emilio Baccarini, si laurea in filosofia discutendo la seguente tesi: ”Il volto della memoria. Una lettura antropologica dell’opera pittorica di Gianbecchina”. Con grande lucidità e acutezza è scandagliato tutto l’universo Gianbecchina per scoprirne le connessioni storico – sociali, le fonti di ispirazioni, gli aspetti della sofferenza dell'”homo patiens" siciliano e similmente della Sicilia nel suo lento travaglio di riscatto e di rinascita.

2006

La donazione ai musei Nel settembre 2006, a Santa Margherita Belice, presso il Parco letterario “ Giuseppe Tomasi di Lampedusa” si inaugura il “Museo del Gattopardo” La famiglia Becchina, dimostrando sensibilità e attaccamento alla propria terra, fa una generosa donazione di alcune opere dell’ultima produzione del maestro. Si tratta di acquerelli, disegni e di quattro splendidi paesaggi dei luoghi gattopardiani che vanno ad arricchire la vasta dotazione iconografica del museo. Sono dipinti la cui cromia è così intensa da suggerire il profumo della flora mediterranea, opere che ci aiutano a ritrovare la nostra identità di “gente del Belice”. Il 14 aprile 2007, nell’antica Chiesa Madre, attigua al Palazzo Filangeri - Cutò, finalmente ristrutturata dopo 39 anni di abbandono, si inaugura il “Museo della Memoria”, che ci invita a ricordare la drammatica esperienza del terremoto del ’68, tra rovine e sofferenze, paure e disagi, attese e promesse. Anche in questa occasione la moglie dell’artista, signora Maria, dona al Museo due significative opere: il bozzetto del lenzuolo di protesta “Gridano le pietre di Gibellina” che nel 1970 divenne l’emblema dei terremotati in corteo per sollecitare la tanta attesa ricostruzione. Bisogna ricordare che l’originale lenzuolo è stato trafugato e si spera che al più presto possa ritornare in possesso della gente del Belice. E’ stato anche donato il “Cristo uomo”, il cartone preparatorio del dipinto che si trova nella chiesa del Sacro Cuore di Palermo: un Cristo che, pur nella semplicità del mezzo espressivo (carboncino su cartone) risulta di palpitante vitalità nella ricchezza espressiva del sacro volto e nella luminosità dei chiaroscuri. Così il grande Gianbecchina, araldo dell’eterna forza creativa, con la sua arte conquista sempre il cuore della sua gente, che lo ricorda con gratitudine, lo ammira, lo loda, lo ama.

Archivio Gianbecchina
CONTATTI