1955-1959

Si costruisce una casa ad Adragna, un'altura sopra Sambuca, dove giunge l'alito del Mediterraneo. Qui trascorrerà le sue estati nella quiete di una fresca e lussureggiante vegetazione e della magica contemplazione di luci e colori, di forme e dimensioni, di piante, animali e rocce troveranno ispirazione tante opere come "Il mio giardino", "Adragna canta", "Valverde". Il 19 Giugno nasce il secondogenito Alessandro. Ritorna alla pittura di cavalletto. Partecipa alla terza edizione del premio "Alcide De Gasperi", che si svolge a Palermo presso il Palazzo del Banco di Sicilia. Vince il 1° premio con l'opera "Alberi e monti" e riceve la cospicua somma di £. 500.000

1960-1967

Approda all'esperienza astratta con opere come "Scirocco", del '60, Espansione del '63, "La grande messe" del 1965. Non si tratta di un astratto vuoto di contenuti, dettato dal desiderio di essere al passo con le mode, ma di una naturale evoluzione della sua tecnica di trattare il colore, che appare ora delegato a definire confini e suscitare suggestioni nuove. In verità i prodromi di una sintassi compositiva di tipo informale, a lui congeniale, si erano già evidenziati in tante opere precedenti come "La tardara" del 1948, "Estate a vanera" del 1957 e "Pagliaio" del 1960. Queste opere tendono a scandagliare, quasi una macroscopia, i caratteri morfologici della crosta terrestre, la stratificazione delle rocce, i vortici d'acqua nei meandri sotterranei, i rivolgimenti atmosferici, i movimenti magmatici: è forse un abbraccio di terra e di cielo in un afflato d'amore; è certamente il trionfo del colore in tutta la sua materica plasticità. Il 14 agosto parte con la turbonave Leonardo da Vinci alla volta di New York per andare a ricongiungersi con i fratelli e a conoscere i numerosi nipoti che nel frattempo sono nati in America. Troverà ben cinquantanove parenti. Durante la traversata, il comandante del transatlantico, Salvatore Schiavo, saputo che a bordo viaggia Gianbecchina con lo straordinario bagaglio di parecchi dipinti (destinati ad una mostra presso l'Hilton di New York) organizza nel salone delle feste una esposizione di quelle opere.

1968-1970

16 Gennaio. Lascia Palermo per raggiungere Sambuca e gli altri paesi sconvolti dagli eventi sismici. Vive il dramma della vita dei terremotati, a diretto contatto con le popolazioni della Valle del Belice, nelle tendopoli e baraccopoli. Da questa esperienza drammatica nasce una serie di disegni e il grande dipinto "Terremoto". Nell'anniversario del 1970 dipinge il lenzuolo di protesta "Gridano le pietre di Gibellina" che verrà portato in processione dai sindaci del Belice e diventerà il simbolo della protesta e della speranza. Nasce la serie degli "Amanti", giovani coppie tra gli alberi, tra le spighe, nei canneti, nella innocente freschezza dei loro slanci amorosi, gioiosi e spontanei. I disegni, gli oli, le incisioni sono ispirati dai giovani liceali che, durante le manifestazioni dei movimenti studenteschi, spesso alla luce del sole, si concedevano dolci effusioni "in una felicità senza colpa" che l'artista osserva con compiaciuto interesse.

1971-1974

Con l'amico Franco Grasso accorre nei luoghi dell'Etna in eruzione: Milo, Linguaglossa, Sant'Alfio, Nicolosi, Zafferana. Da quelle esperienze, da quelle emozioni, nascono le opere dedicate allo spettacolo maestoso e terrificante del cratere traboccante di magma incandescente: "Etna", "Lava a Cancazza", "Donne di Zafferana". La natura in movimento sembra ritorni al caos primordiale. Con un impasto materico dai colori densi e accesi, che richiama gli effetti cromatici del pensiero astratto, l'artista riesce ad esprimere tutta la sconvolgente energia della natura e lo smarrimento degli uomini. Mostra antologica al Museo Civico di Agrigento. Invitato dall'amico Dott. Giuseppe Garraffa, Presidente della Libera Università di Trapani, si reca a Favignana e osserva per la prima volta la scena della mattanza, in tutta la sua cruenta drammaticità. Da qui nasce la serie di studi, disegni, acquerelli che serviranno ad illustrare la monografia "Tonni e tonnare" edita dalla Libera Università, e daranno vita alla grande tela della "Mattanza" conclusa nel 1975. Lascia l'insegnamento a Palermo e si trasferisce a Roma, dove gli è stata assegnata la cattedra di Figura disegnata al Primo Liceo Artistico, in Via Ripetta. Nascono gli"Appunti Romani", una serie di acquerelli realizzati estemporaneamente per le vie e i monumenti romani.

1975-1979

Organizzata dalla città di Palermo, si svolge la Mostra Antologica nella Civica Galleria d'Arte Moderna "E. Restivo". Per la prima volta viene esposta la grande tela (3,15 metri X 2,60) della Mattanza che riempie di sé tutta la parete in fondo alla sala pompeiana. " É una rappresentazione piena di movimento, di vita, di colori…un'immagine solare e spietata come la tonnara stessa: il tonno ancora vivo e sanguinante si dibatte mentre attorno l'acqua spumeggia di rosso". L'opera riscuote grandi consensi da parte dei numerosi visitatori e dei critici. L'artista riceve la "Trinacria d'Oro", la massima onorificenza conferita dal Presidente della Regione. Le mostre si susseguono, una dopo l'altra, in un crescendo di successi, segno dell'attenzione che è rivolta a questo pittore "esemplare", che dovunque suscita interesse e ammirazione. É la volta della personale "La Sicilia di Gianbecchina", organizzata a Palermo dall'Assessorato al Turismo della Regione Sicilia. A cura del comune di Bagheria si svolge, presso la Civica Galleria d'Arte, nella barocca Villa Cattolica, la mostra antologica. Segue una interessante tavola rotonda, presieduta dallo storico Massimo Ganci, con l'intervento di giornalisti, critici d'arte e di numerosi operatori della cultura.

1980-1983

Settembre'80 - Organizzata dalla Municipalità di Prato, e coordinata dal sambucese Giuseppe Sparacino, assessore in quella cittadina, si svolge la mostra antologica "La Sicilia di Gianbecchina", nel Ridotto del Teatro Metastasio. La comunità dei sambucesi trapiantati in Toscana vive momenti di grande entusiasmo e accorre a portare il suo benvenuto, esprimendo sentimenti di stima e di gratitudine al Maestro, che viene accolto calorosamente perché ha portato a Prato un lembo dell'amata e mai dimenticata Sicilia, con la sua cultura e le sue tradizioni, con i suoi colori e la sua luce. Espone al Palazzo Arcivescovile di Palermo "Il Ciclo del Pane", mostra organizzata dall'Assemblea Regionale Siciliana nel quadro delle manifestazioni per "L'Anno Siciliano della Pace". Scrive l'artista: "Ho dedicato alcuni anni del mio lavoro a questi dipinti per testimoniare quanta fatica, nel corso delle stagioni, costi il pane quotidiano agli uomini della terra, quanto complesso lo sforzo comune perché questo prezioso alimento giunga dal solco alla mensa". 19 Novembre '82. Paolo II°, dipinge il paliotto del grande altare allestito nell'ippodromo della Favorita, con i simboli dei quattro evangelisti, oggi custodito presso l'Istituto teologico di teologico di Sicilia, a Palermo. Viene ricevuto in udienza privata dal Papa, al quale fa dono della miniatura su lastra d'argento raffigurava il bozzetto del manifesto: dalle mani della diverse razze umane, una bianca colomba si libra nel cielo, a simboleggiare la pace tra i popoli.

1984-1987

Presso la Sala Consiliare del Comune di Chiusa Sclafani si svolge un'antologia dell'opera pittorica del Maestro, con opere dedicate Ciclo del pane. Agosto-Settembre. Promossa e organizzata dal Consiglio Comunale di Sambuca di Sicilia, sotto l'alto patrocinato del Senato della Repubblica Italiana, si svolge - nei locali dell'ex Monastero di S. Caterina - la mostra antologica 1923-1984 "Gianbecchina nella sua terra: un Inno alla Pace". É il primo omaggio ufficiale che Sambuca tributa al suo illustre figlio, ormai all'apice di una carriera prestigiosa. Dalle escursioni fatte nell'entroterra siciliano nasce l'ispirazione per una nuova serie dia paesaggi. L'artista non è nuovo a questa tematica, che anzi si può considerare una costante di tutta la sua produzione. Tuttavia in quest'ultima serie di paesaggi il pittore instaura un rapporto nuovo, più sereno ed equilibrato con l'oggetto del suo rappresentare. Egli, liberatosi da tutte le tensioni di carattere sociale, si abbandona alla rasserenante contemplazione di una natura prodigiosa, esplorata - con la ricchezza cromatica della maturità - fin nei più reconditi tasselli del suo affascinante intarsio. Sono visioni di ampio respiro, a volo d'uccello, viste dall'alto, con un grande effetto di profondità e spazialità. Queste opere, per la maggior parte inedite, saranno presentate in una prossima mostra itinerante che, patrocinata dalla Provincia Regionale di Agrigento, sarà ospitata anche da altre città italiane. Fanno parte di questo filone "Pantalica", "Lo Zingaro", "Magaggiaro", "Capo Argenteo".

1988-1995

La Municipalità del Comune di Gangi, sulle Madonie, conferisce la cittadinanza onoraria all'artista, per i suoi alti meriti e per le sue affinità con la cultura e le tradizioni gangitane. 2 Agosto '89. Con grande solennità viene festeggiato l'80° genetliaco del Maestro presso i l salone dei Convegni della cassa Rurale ed Artigiana di Sambuca. I paesi viciniori e il Comune di Gangi rendono all'Artista il loro omaggio con la presenza dei gonfaloni, simbolo della loro Municipalità. Nel corso della cerimonia l'artista rivela il suo proposito di fare dono alla città natale molte opere della sua produzione. Luglio '94. Invitato dall'Associazione "Pusillesi" di Salemi, partecipa alla "Sagra del frumento" che si volge in quella località esponendo opere de "Il ciclo del pane". I momenti salienti della mietitura, della "pisata" e della spogliata creano nell'artista un coinvolgimento emotivo: egli trascorre felicemente una giornata all'aperto intrattenendo con quella gente, particolarmente ospitale, un simpatico dialogo all'insegna della cordialità, in una comunione di valori e di esperienze.

1996

L'artista non si rassegna all'inerzia e vive la sua operosa vecchiaia continuando a scrutare la realtà che lo circonda e dilettandosi ad eseguire, nei momenti di ispirazione, degli acquerelli che continuano a sbocciare con delicata freschezza e col solito nitore. E intanto gode serenamente la dolcezza degli affetti familiari, circondato dai nipotini, che danno un nuovo significato alla sua vita, e sostenuto dalla sua inseparabile Maria, dinamica e instancabile come sempre.

1997

Aprile '97. Gianbecchina, socio onorario del Rotary Club di Sciacca, viene insignito del prestigioso premio "Paul Herris Fellow" con la seguente motivazione:"In segno di apprezzamento e di riconoscimento per il suo tangibile e significativo apporto nel promuovere una migliore comprensione reciproca e amichevoli relazioni fra i popoli di tutto mondo". 22 Luglio '97. Nella residenza estiva Adragna ha luogo la stipuila del contratto di donazione, rogato dal notaio dott.sa Maria Angela Messana, alla presenza del Sindaco di Sambuca, prof.ssa Olivia Magio, e dei testimoni Arciprete Don Giuseppe Maniscalco e Avv. Don Giuseppe Vaccaro. Con tale atto il Maestro dona al suo paese natio 1980 opere eseguite nel lungo arco di tempo, dal 1924 al 1996. Presenziano i Sindaci dei paesi viciniori, delegazioni di associazioni culturali e rappresentanti della stampa e della televisione. Per l'occasione il maestro così scrive:"Ho voluto donare alcune opere al mio paese natio perché mi sento profondamente legato da un dolce sentimento di affetto a tutta la comunità sambucese, a tutti i miei concittadini che mi hanno seguito nelle vicende della vita e dell'arte e mi hanno sempre manifestato stima e ammirazione". Settembre '97. L'istituzione Gianbecchina è già realtà. Dopo una lunga trafila burocratica, finalmente si è messa in moto la macchina operativa che vede alacremente impegnati artigiani e tecnici sambucesi sotto l'attenta direzione dell'Architetto Alessandro, figlio del Maestro, per l'allestimento delle strutture espositive che consentiranno una sobria ed elegante collocazione delle opere della donazione. L'istituzione ha la sua sede nella chiesa di San Calogero, gentilmente concessa della Curia Arcivescovile di Agrigento. Novembre '97. Cerimonia inaugurale dell'istituzione Gianbecchina presso il Teatro Comunale l'Idea. E' una data storica, destinata a restare nella memoria di tutti i sambucesi, amanti dell'arte e del bello. E' un avvenimento di rilevante spessore culturale che apre nuove prospettive di crescita civile e morale non solo per Sambuca, ma per tutte le comunità dell'hinterland.

Archivio Gianbecchina
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