Istituzione Gianbecchina-Città di Sambuca di sicilia

Sambuca: dal sogno alla realtā

Sambuca di Sicilia, nell'Agrigentino, continua a far parlare di sé per la vivacitā intellettuale che la anima. Ancora una volta la Provincia si rivela ricca di fermenti e di vitalitā, laboratorio di arte e di cultura. Sabato venti dicembre, presso il teatro comunale si č svolto, con grande solennitā, la cerimonia inaugurale dell’ Istituzione Gianbecchina che l’amministrazione comunale ha promosso dopo la generosa donazione dell’insigne maestro. Sambuca ha vissuto un momento magico. Si puō dire che tutti, proprio tutti, hanno contribuito alla perfetta riuscita della manifestazione, perfino il cielo, che dopo giorni di ininterrotte bufere di pioggia e di vento, ha concesso un pomeriggio di tregua e di serenitā per sorridere a un artista che meritava un premio, un artista che attinge alla solare luminositā della sua isola per dare vita alla sua vivace e colorita tavolozza. La partecipazione č stata corale. Sin dalle prime ore del pomeriggio, nel corso Umberto I, parato a festa come nelle grandi occasioni, mentre la banda musicale suonava le marce pių vivaci, una grande folla si concentrava nei pressi del teatro e della vicina Chiesa San Calogero, sede dell’Istituzione. I sindaci dei paesi della Valle del Belice, in rappresentanza delle diverse comunitā, con i gonfaloni comunali, sono venuti a rendere omaggio all’illustre artista; sono inoltre intervenuti da ogni dove amministratori di pubbliche istituzioni, uomini di cultura, critici d’arte, giornalisti, reporter, cine-operatori della RAI e di televisioni private, collezionisti amici ed estimatori. Nel teatro comunale, mentre la musica dei Carmina Buruna di Carl Orff esplodeva in un crescendo di coralitā vocale e strumentale fortemente espressiva e coinvolgente, nell’oscuritā del palcoscenico lentamente si scopriva la mattanza sulla quale si concentrava la luce dei riflettori: era il trionfo del colore che metteva in risalto lo sforzo poderoso dei tonnaroti e tutta la cruenta drammaticitā della scena. A questo punto tutti i presenti si sono alzati in piedi e hanno salutato l’artista con un poderoso applauso. E il grande Gianbecchina, animo generoso semplice e umile, sembrava quasi stordito da tanto clamore attorno a sé, egli che aveva sempre fuggito ogni forma di chiassosa notorietā. Socchiuse gli occhi e il ricordo si lasciō lievemente cullare fino a rivedere tutti i luoghi e i momenti della sua vita: la vecchia via Alloro, l’Accademia di Belle Arti, lo studio di Via Melozzo a Roma e il freddo seminterrato di via del Guercino, e gli amici di Milano: Joppolo, Quasimodo, Birolli e Badodi; e il Concertino dovette balenare alla sua mente, tra i ricordi sempre lucidi della sua giovinezza, e poi il ritorno in treno e il tuffo nella luce della sua isola e i suoi amanti al vento e tra le canne, i suoi contadini, la sua terra, il terremoto, l’eruzione, la mattanza e il lungo ciclo del pane, L’Etā della falce, Le dejeuner e la sfornata fino a quel glorioso luglio, nel suo studio di Adragna, quando arrivarono amici, testimoni, il notaio, la stampa e il sindaco e furono strette di mani cordiali ed egli prese a dettare: Dono al mio paese natio 190 opere da me fatte tra il 1924 e il 1996 perché mi sento profondamente legato da un dolce sentimento di affetto a tutta la comunitā sambucese…. Il sindaco Olivia Maggio ha portato il saluto di tutta la municipalitā e ha ringraziato l'illustre concittadino che, con ammirevole generositā, ha offerto le sue opere. Ha inaugurato l'Istituzione il Presidente della Provincia regionale di Agrigento, Stefano Vivacqua, il quale ha cosė parlato: Noi celebriamo oggi un grande pittore, un grande artista, un grande siciliano, uno di quei nomi che al solo evocarlo ci fanno sentire un po' meno soli al mondo, ci fanno sentire un pō fieri di noi stessi e ci fanno ricordare che la nostra č terra di cultura millenaria, terra di intelligenza e di bellezza. Il senatore Domenico Barrile ha portato il saluto del presidente del Senato Mancino e del presidente della Repubblica, che hanno concesso l'alto patronato alla Istituzione, e ha aggiunto : " L'Istituzione č il degno compendio, un onore dato all'uomo che con la sua arte e con i suoi colori ha tratteggiato e dipinto la storia dalla nostra vita e della nostra terra". La dottoressa Natalia Maggio ha tratteggiato le finalitā dell'Istituzione e gli orizzonti culturali nuovi che si schiudono per Sambuca. Il presidente del consiglio comunale di Sambuca, Cristoforo Di Bella, in segno di gratitudine, ha consegnato al maestro " L'Arpa d'oro" simbolo della cittā. Essendo Gianbecchina anche palermitano di adozione, Giorgio Chinnici, presidente del consiglio comunale di Palermo, č intervenuto alla cerimonia offrendo all'artista una medaglia fresca di conio, che raffigurava il palazzo municipale di Palermo. " Gianbecchina ha saputo veicolare nella cultura urbana, con la forza della sua arte, la cultura rurale, con i valori del lavoro, della parsimonia, del rispetto, dell'ospitalitā e soprattutto con il culto della famiglia, creando quel continuum urbano-rurale che noi apprezziamo". Ma Gianbecchina č anche cittadino onorario di Ganci, paese al quale il Maestro ha fatto una donazione di 96 opere. Non poteva perciō mancare il primo cittadino del paese madonita Antonio Cigno. " Io spero che ciō possa realizzarsi anche a Ganci, dove anche noi promuoveremo un'Istituzione in onore a Gianbecchina ". In una sua dichiarazione l'artista ha aperto il suo cuore tra emozione e gioia e ha confessato: "Un amorevole rapporto mi lega a questa felice e audace terra di Sambuca . Di questa civiltā ho apprezzato l'onestā e la dignitā dei lavoratori e ne ho fatto materia del mio canto". Il critico d'arte Franco Grasso, biografo ufficiale, facendo un rapido escursus della carriera artistica, ha ricordato gli anni difficili di " Corrente ", tra privazioni e fame, tra le suggestioni dell'arte moderna e la tentazione del ritorno alla terra natale, dove avrebbe trovato la sintesi di arte e colore, in una strettissima unificazione spirituale. Al termine tutti gli intervenuti si sono trasferiti nella vicina Chiesa di S.Calogero dove il presidente Vivaqua ha tagliato il nastro inaugurando la galleria permanente dove un'altra pių intensa emozione era pronta per i visitatori. All'insegna dell'ordine e dell'armonia la chiesa era stata trasformata in museo con delle strutture espositive di grande sobrietā e raffinatezza. Il ricco materiale iconografico, i quadri della donazione esposti in ordine cronologico, le schede tecniche esplicative, l'elegante catalogo comprendente testi critici , testimonianze, note biografiche e le riproduzioni di tutte le opere della donazione; la cartella "Omaggio a Gianbecchina", dono del mensile Sicilia Tempo, che da oltre un trentennio segue il prestigioso cammino dell'artista, definito dal direttore Mario Grispo " Una delle migliori espressioni del novecento italiano "; il sottofondo musicale opportunamente scelto tra gli autori classici, la pubblicazione di tre cartoline riproducenti opere di Gianbecchina e l'utilizzo di un annullo speciale concesso dal ministero delle Poste : tutto questo ha contribuito a creare un'atmosfera degna di grandi musei ed ha suscitato tra i visitatori espressioni di ammirazione e di compiacimento. Anima di tutta la manifestazione e curatore dell'allestimento espositivo č stato l'architetto Alessandro Becchina. Domenica 21 dicembre si č svolta la tavola rotonda sul tema "Gianbecchina : l'Europa a Sambuca", cui hanno preso parte gli scrittori Salvatore Di Benedetto e Gonzalo Alvarez Garcia, il professore Natale Tedesco, i critici Giuseppe Drago, Aldo Gerbino e Anna Maria Schmidt e lo storico Massimo Ganci. Aldo Gerbino ha introdotto i lavori e ha coordinato i vari interventi. Giuseppe Drago ha elaborato un originale racconto, in cui ha ripercorso, come in un viaggio ideale, giocato tra realtā e finzione, tra lontananza e presenza, tutta la lunga avventura artistica del maestro. Dalla relazione degli illustri critici sono emersi aspetti nuovi e inediti dell'arte di Gianbecchina. Natale Tedesco ha parlato di Espressionismo Mediterraneo; Di Benedetto ha evidenziato l'aspetto sociale e morale della pittura di Gianbecchina. Lo scrittore Gonzalo ha riconosciuto in Gianbecchina uno tra i pių grandi pittori contemporanei: "É difficile trovare un artista pių sincero di lui. Il suo realismo non decade mai nella retorica politica". Con sentimenti di gratitudine tutti hanno reso omaggio a Gianbecchina apprezzandone il gesto di civile generositā e amore per la sua terra, un messaggio per le generazioni future.

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