Istituzione Gianbecchina-Città di Gangi

Gangi: un altro sogno un'altra realtà

Il mondo spirituale del Maestro Gianbecchina è alto ed infinito. Un vero fiume in piena! Dai suoi dipinti traspaiono emozioni, sentimenti e pensieri che celano, mentre le rendono visibili, oscure paure ed ataviche inibizioni. La sua arte diventa così rivelatrice di verità nascoste, strumento di espressione dei moti più reconditi dell'animo dei Siciliani. Il brutto, il negativo, il nascosto di questo «mondo» vengono riscattati e sublimati dall'oggetto stesso della rappresentazione che testimonia quel ricco sottosuolo spirituale fatto di valori e di ideali che connotano la vera civiltà siciliana. L'onestà morale ed intellettuale di quest'uomo, straordinario nella sua semplicità e semplice nella sua straordinarietà, si riflette nelle sue opere d'arte. Il Maestro Gianbecchina esprime così attraverso i suoi quadri, un genuino desiderio di giustizia e di solidarietà quasi a voler sottolineare l'esistenza della possibilità storica della costruzione di una società più umana e più giusta. I volti dei soggetti della sua produzione artistica esprimono nel contempo dignitosa sofferenza e generosa operosità, ovvero quella forza interiore che rispecchia il modo di essere più vero ed autentico dei Siciliani. Esprimono anche quell'ambivalenza fatta di egoismo e di solidarietà, di rassegnazione e di fuga, di solitudine e di coralità, che rappresenta probabilmente la matrice originaria della sicilianità. Il lavoro di Gianbecchina va considerato dunque quale recupero memoriale della cifra spirituale della sua Sicilia al di là della Sicilia delle attuali, quotidiane cronache di delinquenza e di potere. Il suo lavoro è andato crescendo sempre più nelle sue dimensioni a testimoniare quanto grande sia l'altra SICILIA. Con profonda trepidazione e infinita emozione mi sto adoperando affinché si realizzi F Istituzione Gianbecchina nel paese di Gangi. Ospitare una mostra permanente delle tele di un grande artista e di un grande uomo, qual'è Gianbecchina nostro «cittadino onorario», mi riempie di gioia e di smisurato orgoglio.

Con il Patronato del Presidente della Repubblica