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| 1999 |
L'anno
dei grandi eventi. I novant'anni.
Il 1999 è l'anno dei grandi
appuntamenti per Gianbecchina:
in febbraio è presente
alla B.I.T. (Borsa
Internazionale del Turismo) di
Milano con la celebre "Mattanza":
in aprile partecipa al SOL di
Verona con "Il
segno della pace":
in luglio è a Riga, in
Lettonia, con le grandi tele del
"Ciclo del pane" e il
2 dicembre è chiamato a
rappresentare la Sicilia nella
grande manifestazione "Colors
and Flowers of Sicily"
che si svolge a New York.
Ma l'appuntamento più
importante è senza dubbio
quello del 2 agosto 1999, quando
l'artista taglia il traguardo
dei suoi brillanti 90
anni: in tale occasione
tutta la comunità sambucese si
stringe intorno al suo illustre
figlio per festeggiare il lieto
evento.
Dal 30 luglio al 2 agosto tutto
il paese è in festa ed è un
susseguirsi di iniziative il
concorso di disegno per i
ragazzi della scuola
dell'obbligo. la visita agli
anziani della Casa Protetta,
alla quale il maestro fa dono di
alcune opere grafiche:
l'estemporanea di pittura Adragna-Petite
Montmartre, la cerimonia
augurale nell'elegante cornice
del teatro comunale L'Idea con
la presenza del del Presidente
della Regione Sicilia e di
illustri personalità, e, a
conclusione, allo scoccare del 2
agosto, l'artistico spettacolo
pirotecnico che riempie di luci
e colori il cielo di Adragna.
Per l'occasione, otto illustri
artisti, Bonanno. D'Alessandro,
Gulino, Lo Cascio, Lo Manto,
Montalbano, Napolitano e Sciamé
hanno eseguito affreschi sui
muri del quartiere arabo di
Sambuca Zabut, in omaggio ai
novant'anni del maestro,
interamente vissuti nell'arte e
per l'arte. E il grande
Gianbecchina, anima nobile e
candida, in prezzo a tanto
clamore non nasconde il suo
imbarazzo, sorride e ringrazia
con semplicità, quasi con
ritrosia. Così gli scrive
l'amico Franco Grasso:
"Gianni carissimo, quando
ti conobbi, più di mezzo secolo
addietro, non avrei mai
immaginato che un personaggio
come te - semplice, schivo.
silenzioso, assorto a mirare
cose e paesaggi e a vestirli di
splendenti colori - giunto al
novantesimo anno di età fosse
destinato a clamorosi successi:
dalla Reggia normanna di Palermo
alle manifestazioni di Sambuca
[...] Hai inaugurato col tuo
novantesimo il terzo millennio,
nel quale altre tue sorprese ci
attendono." Il 4 dicembre
è a Mazara del Vallo a saldare
un debito di quarant'anni fa: va
a firmare quattro grandi tele
eseguite nel 1959 nella chiesa
della Madonna del Paradiso e
lasciate inspiegabilmente senza
firma. L'iniziativa è della
FILDIS, che vuole così
consegnare all'eternità quattro
prestigiose opere sacre e
riconoscere il giusto merito
all'autore. Il 23 dicembre si
inaugura ad Alcamo la mostra "Omaggio
al Maestro nello splendore del
nuovo millennio".
Così Alcamo ha il privilegio di
chiudere il secolo con un evento
artistico-culturale di grande
rilievo. Ogni stagione della
vita ha un suo fascino e una
stia poesia, basta saper
coglierne la dimensione e il
valore. L'artista, alla sua
veneranda età, continua a dare
al mondo la gioia della sua
arte: non si rassegna
all'inerzia e vive la sua
operosa vecchiaia eseguendo, nei
momenti di ispirazione, degli
acquerelli e dei disegni che
continuano a sbocciare con
delicata freschezza e col nitore
di sempre. E, intanto, gode
serenamente la dolcezza degli
affetti familiari, circondato
dai nipotini e sostenuto dalla
sua inseparabile Maria, dinamica
e instancabile come sempre. |
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| 2000 |
Nella
"Città più bella dei
mortali".
Il 12 febbraio 2000, nella
chiesa di San Lorenzo di
Agrigento- si inaugura la mostra
Gianbecchina. Un magistero
nell' Arte, esemplare per il
terzo millennio.
Gianbecchina ritorna, dopo tanti
anni nella "città più
bella dei mortali" e tutta
la Municipalità agrigentina
saluta con gioia e gratitudine
questo prestigioso artista
novantenne che, nella precoce
primavera della Valle dei
Templi, porta il fascino della
stia arte inconfondibile,
solare, mediterranea. Mito,
storia e arte eternamente si
intersecano e si integrano,
nella letteratura come nella
figurazione, e Gianbecchina
riassume e rappresenta, col suo
realismo lirico, le diverse
culture stratificate nei secoli,
nello scenario di eterna
bellezza che racchiude il mito
del Kalòs. La mostra si protrae
fino alla fine di marzo ed è un
auntentico successo per il
grande numero di visitatori. |
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| 2001 |
Addio
Gianbecchina, cantore degli
umili.
Il 14 luglio 2001, alle sette
del mattino, dopo un breve
malore, si spegne serenamente
nella quiete della sua villa di
Adragna, in Sambuca. Alla
notizia, una folla di visitatori
accorre da ogni parte a rendere
l' estremo omaggio al grande
artista e all'impareggiabile
uomo: amici, ammiratori,
artisti, giornalisti, politici,
gente del popolo, condadini,
vecchi e giovani, un vero
pellegrinaggio. I solenni
funerali si svolgono il 16
luglio nel santuario di Maria
Santissima dell'Udienza.
Gianbecchina, anima nobile e
candida, ha chiuso così la sua
vicenda terrena, vissuta con
dignità, nel continuo lavoro.
in una costante sione verso
l'alto. Una lunga vita vissuta
passione e spesa interamente per
l'arte. Sambuca piange il suo
illustre figlio e si sente più
povera e più sola, ma lo piange
anche il mondo dell'arte e della
cultura. |
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2001 |
Si inaugura l'Istituzione
Gianbecchina a Gangi
L'8 dicembre 2001 si inaugura
l'Istituzione Gianbecclnna nella
città di Gangi, nelle Madonie.
Alla cerimonia inaugurale
partecipano i sindaci di tutti i
Comuni delle Madonie e una folta
rappresentanza di Sambucesi. In
piazza del Popolo. stracolma di
gente e parata a festa, dopo una
breve esibizione del gruppo
folcloristico e dopo
l'esecuzione dell'inno nazionale
e dell'inno ufficiale della
Comunità Europea, sul podio.
allestito a ridosso della Torre
normanna. si alternano i
discorsi dei sindaci, delle
autorità e dei critici
dell'arte.
Al termine, nel vicino palazzo
Sgadari, sede delMuseo Civico,
viene tagliato da parte della
moglie del maestro, Maria, il
nastro inaugurale della
pinacoteca, accolta nella
sobria, elegante cornice del
piano nobile, recentemente
restaurato. In un'atmosfera di
raffinatezza degna di grandi
musei, i visitatori si sono
sofferma ad ammirare le
bellissime opere della
donazione. E dappertutto, nelle,
sale del museo, nella piazza del
Popolo e per le vie, impalpabile
presenza, aleggia lo spirito del
grande artista, solenne e
autorevole nella sua dimensione
estetica ed etica, che, in vita,
accarezzò il sogno generoso di
un afflato d'amore e di pace fra
gli uomini.
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2002 |
Il grande paesaggio nel Teatro Massimo di Palermo
Il 18 dicembre, nella grandiosa cornice del rinnovato Teatro
Massimo, si inaugura solennemente la prima grande mostra dopo la morte del maestro.
Nelle ampie sale del piano nobile del teatro si presentano le prestigiose opere
de ”Il grande paesaggio. La scena dipinta della “nature naturas”.
In questa accattivante esposizione di oltre cento opere dell’ultima
produzione di Gianbecchina riaffiora tutta l’anima dell’Artista e della sua Terra.
É il trionfo del colore in tutta la sua solare vivacità, è il dispiegarsi armonioso
di una tavolozza dalle tinte accese, mediterrane, usate con talento magistrale.
Con audace intuizione, Gianbecchina, superati i limiti del naturalismo ottocentesco,
dà vita ad una moderna concezione del paesaggio e aderisce, d’istinto, al pensiero
del grande poeta Lucrezio sulla “natura naturans”, cioè sul perenne rinnovarsi della
natura, della vita nel suo divenire. “Il dramma del cosmo, concentrato in un quadro,
diviene metafora dell’incessante travaglio della natura e dell’uomo”. (Franco Grasso)
La mostra suscita uno straordinario interesse e, col suo bel catalogo edito dalla Electa di Milano, conquista un pubblico sempre più
numeroso che dimostra un amore costante verso questo inimitabile cantore della “sicilitudine”.
Ancora una volta la sottile magia del suo linguaggio pittorico ci fa sognare con la sua bellezza e ci comunica stupore e godimento.
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2004 |
I Volti di Cristo - Fede - Speranza - Carità
In dicembre viene presentata ufficialmente al pubblico una cartella di grafica contenente un inedito trittico ”I Volti di Cristo” nella triplice espressione di Figlio, Maestro, Redentore: tre acqueforti di eccellente fattura, su lastre di zinco, che il Maestro Gianbecchina aveva eseguito con passione, nel 1980.
Il Cardinale Fiorenzo Angelini scrive nella sua presentazione: ”La suggestione delle tre immagini è senza dubbio evocatrice di tematiche spirituali profonde che considero richiamate dal triplice motivo della Fede, della Speranza e della Carità.
Questa toccante trilogia è insieme una lezione di vita perché sintesi di bellezza e richiamo all’invito che, dal volto di Cristo viene ad ogni essere umano di buona volontà”.
Unitamente alla presentazione delle tre incisioni, per volontà collegiale del Consorzio Universitario della Provincia di Agrigento, di numerosi Clubs - Service della città e di alcuni Ordini professionali, nasce il volume “Il Volto del Santo” che viene presentato nella sala Zeus del Museo Archeologico nel corso di un Convegno. Con questa pubblicazione, ricca di riferimenti testuali e iconografici, si intende tributare un doveroso omaggio alla rappresentazione del “sacro” secondo Gianbecchina.
Analogo convegno, organizzato dalla Presidenza della Regione Siciliana si svolge il 19 maggio 2005 a Palermo, presso la villa Malfitano, per presentare le acqueforti dei Volti di Cristo.
Nel giugno 2005, organizzato dal Parco Letterario Tomasi di Lampedusa a Santa Margherita Belice, si svolge un altro seminario di studi per presentare il trittico delle incisioni per affermare il primato della cultura e dell’Arte e per indicare ai giovani la strada dell’impegno creativo.
Sull’onda dell’interesse e dell’entusiasmo che riesce a suscitare questo Artista esemplare, uno studente dell’Università Tor Vergata di Roma, relatore il Chiarissimo prof. Emilio Baccarini, si laurea in filosofia discutendo la seguente tesi: ”Il volto della memoria. Una lettura antropologica dell’opera pittorica di Gianbecchina”.
Con grande lucidità e acutezza è scandagliato tutto l’universo Gianbecchina per scoprirne le connessioni storico – sociali, le fonti di ispirazioni, gli aspetti della sofferenza dell'”homo patiens" siciliano e similmente della Sicilia nel suo lento travaglio di riscatto e di rinascita.
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2006 |
La donazione ai musei
Nel settembre 2006, a Santa Margherita Belice, presso il Parco letterario “ Giuseppe Tomasi di Lampedusa” si inaugura il “Museo del Gattopardo”
La famiglia Becchina, dimostrando sensibilità e attaccamento alla propria terra, fa una generosa donazione di alcune opere dell’ultima produzione del maestro. Si tratta di acquerelli, disegni e di quattro splendidi paesaggi dei luoghi gattopardiani che vanno ad arricchire la vasta dotazione iconografica del museo.
Sono dipinti la cui cromia è così intensa da suggerire il profumo della flora mediterranea, opere che ci aiutano a ritrovare la nostra identità di “gente del Belice”.
Il 14 aprile 2007, nell’antica Chiesa Madre, attigua al Palazzo Filangeri - Cutò, finalmente ristrutturata dopo 39 anni di abbandono, si inaugura il “Museo della Memoria”, che ci invita a ricordare la drammatica esperienza del terremoto del ’68, tra rovine e sofferenze, paure e disagi, attese e promesse.
Anche in questa occasione la moglie dell’artista, signora Maria, dona al Museo due significative opere: il bozzetto del lenzuolo di protesta “Gridano le pietre di Gibellina” che nel 1970 divenne l’emblema dei terremotati in corteo per sollecitare la tanta attesa ricostruzione.
Bisogna ricordare che l’originale lenzuolo è stato trafugato e si spera che al più presto possa ritornare in possesso della gente del Belice.
E’ stato anche donato il “Cristo uomo”, il cartone preparatorio del dipinto che si trova nella chiesa del Sacro Cuore di Palermo: un Cristo che, pur nella semplicità del mezzo espressivo (carboncino su cartone) risulta di palpitante vitalità nella ricchezza espressiva del sacro volto e nella luminosità dei chiaroscuri.
Così il grande Gianbecchina, araldo dell’eterna forza creativa, con la sua arte conquista sempre il cuore della sua gente, che lo ricorda con gratitudine, lo ammira, lo loda, lo ama.
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