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C'è un freddo che taglia il viso
in Sicilia.
Si presuppongono meno
sei, meno sette a Zurigo.
Caputo e Migneco, prudenti e
saggi, decidono di attrezzarsi per
le basse temperature: mutandoni
lunghi, maglie e maglioni di lana,
giacconi; manca poco che non
mettano uno "scappolaro"! Gianbecchina
è prudente e con la testa tra le
nuvole, porta solo indumenti
leggeri, quasi vada verso Algeri,
tra i rimproveri di Caputo e i
sarcasmi di Migneco. Imprevedibilmente,
a Zurigo, è veramente primavera,
anzi un primaverone da trenta
gradi, con sole dardeggiante,
l'aria immota, senza un alito di
vento. Sono divertenti Caputo e
Migneco ansimanti e sudati, alla
spasmodica ricerca di un albero
nei viali di Zurigo. In valigia
niente di leggero, non avendo
l'ardire del nudismo, ripiegano
sulle stufe all'aria aperta. Meno
male che Gianbecchina ha portato
un ventaglio da teatro con il
quale si diverte a sventolarli.
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