SPICILEGIA NUGAEQUE

Ottant'anni di pittura

1918
1998

C'è un freddo che taglia il viso in Sicilia.
Si presuppongono meno sei, meno sette a Zurigo.
Caputo e Migneco, prudenti e saggi, decidono di attrezzarsi per le basse temperature: mutandoni lunghi, maglie e maglioni di lana, giacconi; manca poco che non mettano uno "scappolaro"!
Gianbecchina è prudente e con la testa tra le nuvole, porta solo indumenti leggeri, quasi vada verso Algeri, tra i rimproveri di Caputo e i sarcasmi di Migneco.
Imprevedibilmente, a Zurigo, è veramente primavera, anzi un primaverone da trenta gradi, con sole dardeggiante, l'aria immota, senza un alito di vento.
Sono divertenti Caputo e Migneco ansimanti e sudati, alla spasmodica ricerca di un albero nei viali di Zurigo.
In valigia niente di leggero, non avendo l'ardire del nudismo, ripiegano sulle stufe all'aria aperta. Meno male che Gianbecchina ha portato un ventaglio da teatro con il quale si diverte a sventolarli.

 

 Indietro