SPICILEGIA NUGAEQUE

Ottant'anni di pittura

1918
1998

Dopo una settimana di lampi, tuoni, vento e pioggia, miracolosamente, a pranzo, il sole si incendia, sornione e bonario, sulla splendida pineta di "Risinata", nelle acque scintillanti del "lago Arancio", quasi a dare il benvenuto alla festa dei colori di decine di gonfaloni di piccoli comuni della Valle del Belìce e delle grandi città siciliane, a giornalisti, critici d'arte, galleristi, amatori, curiosi e sfaccendati, richiamati dal nome e dal gesto di un suo illustre figlio, che oggi, nella celebrazione della "Istituzione Gianbecchina", dona a Sambuca 190 tra le sue più belle tele, nella splendida cornice dell'ottocentesco teatro comunale, a testimoniare ai visitatori allibiti, la straordinaria vocazione alla cultura di questa terra, già patria di Navarro, di Fra' Felice, di Guarino e di Amorelli, e oggi ispiratrice di Gianbecchina. Il piccolo teatro, i palchetti traboccanti e calura estiva, non riesce a contenere tutti i partecipanti.
Fortuna che un max schermo, montato nella piazza antistante, consnte alle migliaia di ritardatari di assistere, quasi in diretta, all'alzarsi della tela sulla grandiosa gigantesca "Mattanza", nel ritmato crescendo di "Carmina Burana" che commenta l'illuminarsi progressivo dei volti stirati e concentrati dei tonnaroti favignanesi, fino al gong conclusivo, che scandisce ancora una volta la sofferta vittoria, quasi Heminwayana, dell'impegno dell'uomo sulla forza, brutale e benevola della natura.

 

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