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| "LETTERA
AD UN AMICO" |
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Caro
Gianbecchina,
è stato come un giuoco di scatole
cinesi: sono venuto a Sambuca (Sambuca
Zabut, mi piace il suo vecchio nome
iterato come Linguaglossa) per cercare
memorie di Emanuele Navarro, per
riconoscere i luoghi di quel suo
romanzo, "La nana", che
stavo per ripubblicare; e la contrada
che nel romanzo è chiamata Floriana
mi è stato detto che era nella
realtà quella di Adragna; ed ad
Adragna, uno dei posti più splendidi
della Sicilia interna, c'era la tua
casa; e nella casa i tuoi quadri, che
io vedevo per la prima volta. Sicché
di fronte ad ogni cosa tua mi capita
di rifare quel processo all'inverso:
dal quadro alla tua casa di campagna,
alla rigogliosa ma umanissima e severa
contrada di Adragna, alla Floriana del
romanzo, a Sambuca, a Emanuele
Navarro. È il solo elogio che
so fare della tua pittura, io che di
pittura non mi intendo: una pittura
che ricorda il tuo paese, la campagna
del tuo paese, la rappresentazione che
della vita del paese ha dato uno
scrittore quasi un secolo addietro.
Una pittura che ha radici, voglio dire
(e mi fa piacere che tu ci sia tornato
dopo una breve parentesi di esperienza
informale o non so come si chiami). E
direi che non è poco oggi.
Cordialmente, e con molti auguri, tuo
Leonardo. |
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